“Facciamoli sognare” 25 marzo – 3 aprile 2023

Data:
8 Aprile 2023

“Facciamoli sognare”  25 marzo – 3 aprile 2023

Ci siamo incontrati in aeroporto, come al solito, un bel po’ di tempo prima del decollo. La tensione e  l’emozione erano palpabili.

I ragazzi si erano visti tutti soltanto una volta, alla pizzata, il sabato precedente la partenza.

Nonostante il gruppo fosse alquanto eterogeneo, con alunni provenienti da due sedi diverse e con età comprese tra i 15 e i 19 anni, si è capito subito che un’esperienza così non avrebbe potuto  che unire gli studenti e appianare le differenze.

Il volo è stato lungo, noioso e non vedevamo l’ora di arrivare. Eravamo tutti sparpagliati nell’aereo.

I ragazzi vagavano per i corridoi, intralciando le hostess e gli altri passeggeri, pur di scambiare quattro chiacchiere e qualche battuta.

Poi l’atterraggio. Ore 22:20 locali, per noi piena notte, ma eravamo svegli come se fossero state le 10 di mattina. Mi raccomando ragazzi, all’immigrazione: serietà, si risponde alle domande, non si fanno battute, non si ride! Tutti perfetti! Seri, compiti, attenti, un po’ agitati, hanno persino capito tutte le domande, in un inglese un po’ biascicato! Ecco fatto!

Tutti i bagagli presenti, mancava solo il taxi bus che ci avrebbe accompagnato in famiglia! Noi ci siamo un po’ agitati ed è partita una raffica di telefonate, i ragazzi ne hanno approfittato per gozzovigliare insieme, una mezz’oretta regalata.

Poi finalmente è arrivato ed è iniziato il viaggio (della speranza di un giaciglio) verso nord: tre fermate a Brooklyn, tre nel Queens, poco a sud di La Guardia. I padroni di casa un po’ assonnati, i ragazzi un po’ intimoriti, senza capire bene in quale parte del mondo fossero capitati, ma coraggiosi e fiduciosi.

La domenica mattina alle 10 ci siamo ritrovati a Times Square. Con le istruzioni dei padroni di casa, ma senza telefono per mancanza di connessione, tutti si sono arrangiati ad acquistare il biglietto e a salire e scendere alla fermata giusta della metro. Detta così sembra banale, ma con 400 km di metropolitana suddivisi in 34 line, non lo è davvero! È andata bene e come al solito sono stati bravi. E quando esci dalla metro a Times Square per la prima volta ti manca il fiato dalla meraviglia!

Così è iniziata la nostra avventura, un po’ a piedi, un po’ con i mezzi, abbiamo scorrazzato l’intera giornata fra Fifth Avenue, Rockefeller Center, St. Patrick’s Cathedral, Trump Tower, Central Park, siamo passati dall’Hotel Plaza, da Tiffany e da Fao Schwarz.

Abbiamo percorso l’intera Fifth Avenue fino all’Empire State Building e siamo entrati. Agitati, emozionati, stupiti, siamo passati dai controlli, tutti e 14 insieme in ascensore, in un baleno siamo arrivati all’86º piano e quando sono usciti non credevano ai loro occhi. Lo spettacolo mozza il fiato, anche se sai già cosa ti aspetta, ma quando hai la sorpresa è davvero bellissimo: vedere le loro facce stupite, incredule, emozionate, felici, quello è il vero spettacolo! Siamo usciti sul terrazzo, c’era vento, ma la giornata era bellissima. C’era poca gente e abbiamo potuto fermarci quanto abbiamo voluto, un tempo infinito.

Poi di nuovo a piedi lungo la Broadway, da The Iron fino a Times Square e da Buddy, il Boss delle torte. Un’emozione dietro l’altra, una camminata dopo l’altra, così è proseguita la giornata e tutto il periodo in cui ci siamo fermati a New York.

Da lunedì a venerdì i ragazzi hanno frequentato un corso di inglese alla mattina. Ci incontravamo da Starbucks in Times Square alle 8:30 e fino alle 12:30 facevano lezione di inglese.

La scuola ha la sua sede all’interno del Paramount Building, proprio a Times Square, sopra il famoso Hard Rock, con un ingresso trionfale, hollywoodiano, tutto marmi, oro e luci che sembra di essere veramente in un film. I ragazzi si guardavano attorno stupiti, senza credere ai loro occhi, meravigliati che quello potesse essere l’ingresso della scuola. Hanno poi trovato aule accoglienti, persone gentili, insegnanti bravissimi e divertenti, hanno seguito le lezioni e qualcuno ha addirittura fatto i compiti!

Tutti i pomeriggi, dopo aver mangiato nei dintorni della scuola, abbiamo seguito un programma serrato concordato in anticipo. Abbiamo visitato tutte le attrazioni possibili e immaginabili di New York: il 9/11 Memorial e le fontane in ricordo delle vittime, la Word Trade Center Station, progettata da Calatrava e detta Oculus; siamo partiti al tramonto con un traghetto da Wall Street e abbiamo risalito l’East River, lungo la penisola di Manhattan fino alla fermata della 34ª strada, godendoci il panorama dei grattacieli illuminati. Siamo passati da Madison Square, Union Square, Washington Square. Abbiamo percorso il ponte di Brooklyn partendo da Tillary Street a Brooklyn, siamo stati a Chinatown, a Little Italy, passando davanti alla City Hall e attraversando Foley Square dove hanno sede la corte suprema del tribunale e altri edifici pubblici. Abbiamo visitato i quartieri di Soho, Tribeca e Greenwich Village. Siamo saliti fino al 102º piano dell’One Word Observatory verso le sei di pomeriggio e lì abbiamo aspettato il tramonto e la sera.

Avevamo preso appuntamento con il Signor Barry Tonkinson che ci ha guidato all’interno del famoso International Culinary Center, nel meraviglioso edificio di Liberty Street: corridoi interi con cucine da entrambi i lati, pasticcerie, addirittura un orto dei profumi all’interno.

Siamo stati a Little Island, abbiamo fatto la passeggiata lungo tutta la High Line fino al Vessel.

Un pomeriggio abbiamo preso il traghetto da Battery Park fino all’isola della Statua della Libertà passando da Ellis Island. Abbiamo fatto una visita guidata all’interno dell’ONU, nelle cui sale si stavano svolgendo riunioni internazionali. Siamo entrati nella Central Station e nella Public Library. Abbiamo visitato il MoMa, il Metropolitan Museum e il Museo di Scienze Naturali, passando per Central Park e Columbus Circle. Abbiamo visto la sede della Borsa Valori di Wall Street e la statua del toro in bronzo che rappresenta il rialzo dei mercati.

Una sera siamo usciti a cena tutti insieme ed è stato davvero bello confrontarsi con i ragazzi, parlando del nostro viaggio, in un clima di entusiasmo e di allegria. Al rientro a casa in metropolitana qualcuno si è addormentato.

Poi è arrivato il giorno della partenza. Abbiamo dedicato la mattinata all’acquisto di regalini e dopo essere passati da casa abbiamo iniziato il lungo viaggio di ritorno. È stato un viaggio pieno di chiacchiere, durante tutta la notte, ma sereno e tranquillo.

Le lacrime sono arrivate al mattino, quando la famiglia Facciamoli Sognare 2023 si è sciolta.

LE IMPRESSIONI DEI RAGAZZI

Ogni tanto camminando ti dimenticavi dov’eri e solo alzare lo sguardo era una sorpresa, da ogni lato verso cui ti giravi vedevi palazzi altissimi e persone che vivevano la mia immagine di sogno americano.

È il viaggio dei sogni! Quando sei lì non ti rendi neanche conto di dove sei e del viaggio pazzesco che stai facendo. Ti sembra tutto magico, non vorresti che le giornate finissero mai.

New York è sempre stato un sogno e andarci è stata la conferma che tutto il lavoro degli ultimi anni era stato ripagato, mi ha aiutato a proiettare la mia vita nel futuro e ad immaginarla in una grande città come la grande mela.

Il momento più emozionante è stato il giro di sera sul ferry boat mentre attraversavamo la baia. Sembrava di essere in un film, con la città che si illuminava attorno a noi, il vento che ci scompigliava i capelli e la compagnia perfetta del nostro gruppo. Un momento che non dimenticherò più.

Di New York mi manca tutto, il nostro gruppo, la host family, la vista, la metro, tutti i quartieri e la diversità che prosperava in ogni angolo.

Sono tornata con un bagaglio pieno di esperienze, luoghi, momenti e persone che non scorderò.

Questa esperienza è stata una delle migliori mai fatte, non ci sono parole per descrivere l’emozione che ho provato.

È stata un’emozione unica per ogni posto visto, da quando siamo saliti sull’Empire State Building, a quando abbiamo visitato l’isola della Statua della Libertà: ogni cosa vista rimarrà sempre con me.

Ho imparato a conoscere le persone senza basarmi sulla prima impressione, ma cercando di conoscerle a fondo.

È stata un’esperienza affascinante e costruttiva.

Questo viaggio mi ha fatto scoprire molte cose, mi ha fatto capire che se non mi metto in gioco non riuscirò ad arrivare dove voglio.

Abbiamo imparato a osservare, a cavarcela da soli e superare i nostri pregiudizi e i nostri limiti.

Per me viaggiare significa conoscere nuovi luoghi, nuove culture, ma soprattutto viaggiare significa mettersi in gioco, staccarsi dalla solita routine e fare nuove esperienze. Ogni viaggio poi è anche un po’ personale perché scopri nuove parti di te che non conoscevi.

Ultimo aggiornamento

1 Maggio 2023, 17:06